Cos’è il digital divide, nuova discriminazione sociale

Il digital divide è il divario che c’è tra chi ha accesso a internet e chi non ce l’ha. Ne deriva una esclusione dai vantaggi della società digitale. Con danni socio-economici e culturali per chi ne è colpito.
Ci sono tre tipologie di digital divide:
Globale
quando ci focalizziamo sulle differenze di accesso e utilizzo di internet tra Paesi più e meno sviluppati economicamente.
Sociale
quando ci riferiamo alle disuguaglianze di accesso e utilizzo esistenti all’interno di un singolo Paese, in base alle caratteristiche demografiche della popolazione.
Democratico
in riferimento alla partecipazione alla vita politica e sociale grazie all’uso (o meno) delle nuove tecnologie.
Il Divide infrastrutturale
Il divide infrastrutturale si riferisce alla disparità nell’accesso alle infrastrutture tecnologiche per la connessione internet, come la fibra ottica o la rete wireless.
Le percentuali di copertura della Banda Ultra-Larga (BUL) in Italia mostrano un significativo divario tra le aree urbane principali (aree nere e grigie) e le “aree bianche” (aree rurali o a fallimento di mercato), sebbene il divario si stia progressivamente riducendo grazie agli interventi pubblici.
- Le aree urbane hanno una copertura BUL (specialmente FTTC e FTTH) molto elevata, con una penetrazione della FTTH che supera il 70% in alcune zone.
- Le aree bianche presentano ancora un ritardo, ma gli sforzi pubblici hanno permesso di raggiungere una copertura FTTH di circa il 62,5% nel 2024, riducendo progressivamente il divario digitale.
Nel confronto europeo sulla connettività in fibra (FTTH/FTTC), l’Italia presenta un panorama complesso: ha prezzi competitivi e sta colmando il divario nelle aree rurali grazie ai piani pubblici, ma resta indietro in termini di velocità effettiva e copertura FTTH rispetto ai paesi più virtuosi.
Paesi virtuosi
Spagna e Portogallo: sono considerati leader in Europa per la copertura in fibra, con un’elevata penetrazione sia nelle aree urbane che in quelle rurali. Nel 2023, hanno superato le velocità di download contrattate, dimostrando l’affidabilità delle loro reti FTTH.
Paesi in ritardo
Germania: Nonostante gli ambiziosi obiettivi di copertura FTTH (50% entro la fine del 2025), a metà del 2024 era ferma al 36,8%. Il suo progresso è ostacolato da complessità burocratiche e costi elevati.
Dati di Copertura FTTH/FTTC in Europa (2024)
| Paese | Copertura FTTH Aree Urbane (stimata) | Copertura FTTH Aree Rurali | Status nel Contesto Europeo |
| Spagna | Elevata (>85%) | 79% | Virtuoso: Leader in Europa per penetrazione fibra. |
| Portogallo | Elevata | 70% | Virtuoso: Ottima copertura generale e rurale. |
| Danimarca | Elevata | 90% | Virtuoso: Eccellente copertura nelle zone rurali. |
| Romania | Elevata | 92% | Virtuoso: La più alta copertura rurale in Europa. |
| Italia | Elevata (>75% FTTH/FTTC combinate, 75% solo FTTH entro fine 2025) | 62,5% | Intermedio: Progressi rapidi nelle aree bianche, ma ritardo nell’adozione. |
| Francia | Elevata, in crescita | In crescita | Intermedio/Virtuoso: Notevoli progressi recenti e velocità elevate. |
| Germania | Moderata | Bassa (FTTH complessiva 36,8% a metà 2024) | In ritardo: Ostacoli burocratici e copertura FTTH complessivamente bassa. |
| Regno Unito | Moderata/Elevata | Moderata/Bassa | In ritardo: Inferiore ad altri paesi europei più avanzati. |
L’Alfabetizzazione Informatica
L’alfabetizzazione informatica, misurata attraverso le competenze digitali di base e avanzate della popolazione, evidenzia un ritardo significativo dell’Italia rispetto ai leader europei, come emerge dai dati dell’indice DESI (Digital Economy and Society Index) della Commissione Europea.
Livello di Competenze Digitali di Base o Superiori:
L’Italia si posiziona costantemente nelle posizioni inferiori della classifica DESI per quanto riguarda le “Risorse Umane” e le “Competenze Digitali”.
- Punti di Forza dei Paesi Virtuosi: Paesi come i Paesi Bassi, la Finlandia e la Svezia eccellono grazie a sistemi educativi che integrano precocemente l’informatica, a un’alta disponibilità di specialisti ICT nel mercato del lavoro e a una forte cultura dell’aggiornamento continuo.
- Aree di Criticità per l’Italia: Il ritardo italiano è dovuto a una minore propensione all’uso quotidiano degli strumenti digitali da parte della popolazione (in particolare nelle fasce d’età più anziane) e a un numero insufficiente di laureati in discipline STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica).
Le soluzioni
Lo Stato italiano ha avviato diverse iniziative strategiche per ridurre il digital divide, concentrandosi sia sull’infrastruttura che sulle competenze dei cittadini.
- Piano Italia a 1 Giga: Iniziativa del PNRR per portare la connettività in fibra ottica ad almeno 1 Giga in download nelle aree dove gli operatori privati non hanno ancora investito, garantendo una banda ultra-larga a tutti.
- Repubblica Digitale: Programma strategico nazionale che coordina le politiche per lo sviluppo delle competenze digitali e la promozione dell’educazione sulle tecnologie del futuro in tutte le fasce della popolazione.
- Fondo per la Repubblica Digitale: Un’iniziativa pubblico-privata che finanzia progetti di formazione e inclusione tecnologica per ridurre il divario di competenze, con un focus particolare sulle categorie più vulnerabili.